(photo Carlo e Camilla in Segheria, Milano owner Chef Cracco)

Per festeggiare un compleanno, un matrimonio, nascita, fidanzamento, un diploma o una laurea, una promozione sul lavoro, un'assunzione, una decisione importante, per risolvere un problema di famiglia, per litigare o per fare pace, per comunicare che siamo stati licenziati, per fare amicizia, noi italiani, dal Sud a Nord e da Ovest a Est, isole comprese, ci sediamo a tavola e mangiamo.

Il cibo ci unisce e ci fa ragionare a mente fredda e stomaco pieno. Non c'è niente da fare, che si tratti di festeggiare, di discutere, progettare, o piangere, noi mangiamo insieme. Non ci sono amicizie migliori di quelle nate a tavola. Qui si capisce chi siamo, ci sono gli schizzinosi, gli allergici, i compagnoni, gli sperimentatori, gli assaggiatori e quelli che spizzicano come un uccellino, ci sono i mangioni ingordi, gli egoisti, ci sono i generosi e quelli che seguono il motto salentino “A ci sparte la meglio parte” ( a chi fa le porzioni resta la parte migliore).

Ma siamo anche una terra variopinta ed eterogenea. Ricette, tradizioni e cibi diversi, piatti tipici e street food, ristoranti unici al mondo, tutti ingredienti che si intersecano di regione in regione un melting pot di dominazioni passate, francesi, spagnole, turche, arabe. La cucina friulana e quella siciliana sembrano diametralmente diverse, eppure sono parte di una sola nazione, una sola ricca cultura. Forse anche per questo l'Italia è al terzo posto nella classifica di mete gastronomiche da non perdere per la CNN.

Ecco a voi qualche piatto tipico e curiosità delle nostre regioni.

La Sicilia è famosa per gli arancini, per i pistacchi, le arance, per i cannoli, per le Melanzane fritte ripiene, per il Timballo di anelletti con le melanzane e il caciocavallo ragusano. D'altronde Per il palermitano la pasta non è un cibo qualsiasi, ma stabilisce un'importante linea di confine tra chi vive per mangiare e chi mangia per vivere. Cioè tra i palermitani e il resto del mondo"(Cose nostre. Homo Panormitanus di Daniele Billitteri). Ma pochi sanno che anche il cous cous in Sicilia fa parte della tradizione culinaria e viene preparato, ovviamente con la zuppa di pesce, il pomodoro e tante spezie. Provare per credere.

La Sardegna è la terra del Pane Carasau, il Pane Frattau, l'agnello con le olive e le patate, il porceddu e il capretto alla sarda. La regione della cucina lenta e delle pietanze preparate insieme.

Andiamo sulla terra ferma. La Calabria si magia fra i formaggi della Sila, i salumi, la n'duja, ma anche le melanzane al cioccolato, una terra in cui il mare e la montagna si mischiano nei sapori e negli odori, accompagnati dagli ortaggi e dal peperoncino più piccante dello stivale.

La Basilicata, vicina di casa, di piccante se ne intende. Peperoni cruschi, Stigliola, Strascinati con i broccoli e lampascioni fritti.

Ma andiamo in Puglia. Che lo chiamiate Patate riso e cozze, alla barese, o Riso Patate e cozze, alla tarantina, il risultato non cambia. Qualcuno ci mette le zucchine, altri preferiscono abbondare con la cipolla, ma rimane sempre un must, accanto alle orecchiette con le rape, il polipo alla Luciana e le tradizioni culinarie marittime che cambiano se solo ci si sposta di qualche chilometro.

Cavatelli al ragù, maiale ai peperoni e poi i fusilli, con un po' di sugo piccante e una spolverata di pecorino, ecco solo a mangiare questi piatti tipici esclamerete: “è vero, il Molise esiste!”.

Ah la Campania, la Costiera Amalfitana, la Pizza, le Sfogliatelle, che ve lo dico a fare?

Gli ziti al forno, il Sartù di riso, la Carne alla genovese, la pastiera e il Limoncello... cin cin.

Saliamo alla conquista di Roma e del Lazio. La porchetta di Ariccia, la Amatriciana, l'Abbacchietto alla scottadito, alla cacciatora, la coda alla Vaccinara, la pasta alla Carbonara. E poi i broccoli, gli agretti. Come diceva Aldo Fabrizzi: “Ma vale poi la pena de soffrì lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì? Nun è pe' fa' er fanatico romano; però de fronte a 'sto campa' d'inedia, mejo morì co' la forchetta in mano!”.

In Abruzzo manco a dirlo è la carne di pecora la protagonista, soprattutto arrostita, ma anche le cozze allo zafferano da gustare sulla costiera vastese. L'Umbria si racconta attraverso gli Spaghetti al tartufo, gli Strufoli e i Crostini al tartufo nero.

Se dici Olive ascolane dici Marche, ma anche la Trippa, le Alici al forno e la Pizza cresciuta alla marchigiana.

La Fiorentina, non è solo una donna residente a Firenze, ma soprattutto una bistecca, e un taglio di carne di vitellone, che grazie alla sua preparazione è uno dei piatti più conosciuti della cucina toscana, insieme al Caciucco, al Castagnaccio e alla famosa Busecca. Una regione dove s'usa dire che la “Pentola è la pace della casa!”.

Per l'Emilia Romangna ci vorrebbero due articoli a parte, uno sulla cucina emiliana, le Lasagne, il Ragù alla bolognese, la Piadina; uno sulla cucina romagnola, le Tigelle, lo Gnocco fritto, l'Erbazzone. E poi uno sui Tortellini, Cappellacci, Ravioli eccetera eccetera eccetera.

Polenta e Baccalà, Risi verze e Luganega, il Fegato alla veneziana e il Cappone alla vicentina, ci portano in Veneto, fra i cicchetti di pesce della costa e il buon vino delle montagne. Ma andiamo subito in Friuli Venezia Giulia, con il Baccalà alla triestina, gli Gnocchi di patate, il Gulasch e lo Zabaione al fragolino.

Sempre più al Nord, sempre più su, andiamo in Trentino Alto Adige a mangiare i Canederli di speck in brodo, lo Stufato d'agnello e per dolce lo Strudel di mele con uvetta pinoli e cannella.

Per cena un bel Risottino in Lombardia. Oppure Tortelli cremaschi, la Cotoletta alla milanese, ma se fa freddo anche un Cassoeula, uno stufato di verze e carni di maiale. Mentre andiamo in Piemonte potremmo gustare i Pizzoccheri della Valtellina. Poi una volta arrivati ci daremo alla Polenta con il coniglio alla cacciatora, oppure uno Spezzatino al Barolo, per curiosità potreste anche assaggiare le Rane alla Vercellese, ma lasciate spazio per i Baci di Dama.

Camoscio e Capriolo alla Valdostana e Fontina e siamo subito in Valle d'Aosta, dove come dolce potreste gustare il Fiandolein, uno Zabaglione con latte, zucchero, rum e un pizzico di limone.

Ultima la Liguria, dove non possiamo non dare un morso ad una Focaccia, o non assaggiare il Polipo con le patate.

Ovunque voi andiate, l'Italia è ricca, ricca di vini, olio e verdure. Piena di piatti tipici stagionali, colma di prodotti locali e di contaminazioni. Porta d'Oriente, ha sempre accolto ed è stata conquistata, come una donna bella e misteriosa, come la mamma che cucina e profuma di casa.