Halloween è la festa made in Usa che ormai spopola anche in Italia la vigilia della festa di Ognissanti...Ma è per la festa di Ognissanti o per i morti? E viene davvero dall'America?

Bé in realtà la storia di Halloween è una delle più complesse e intricate e se si pensa che sia solo di origine celtica come molti credono scopriamo invece che è un mix di tradizione e eventi successi nei secoli in un racconto che si intreccia nelle vicende tra Europa e America, ma ancor prima tra Roma e paesi del nord Europa, tra cristianesimo e protestantesimo, tra culti sacri e culti pagani, tutto rigorosamente con spiccato senso del macabro.

In Italia in alcuni borghi antichi esistono ancora feste che risalgono a periodi di molto antecedenti alla festa americana di Halloween, ma con sorprendenti somiglianze di rappresentazione ed esatta coincidenza di date.

Infatti la festa tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre ha avuto nei secoli e nelle diverse culture molti significati, ma tutti rigorosamente legati al mondo dei morti.

Il culto celtico intendeva questa data come l'inizio del nuovo anno, dove finiva la stagione estiva e iniziava la stagione tenebrosa e fredda dell'inverno e viene collegata all'antica festa di Samhain, traducibile appunto con “fine dell'estate” associata ai cicli del raccolto, che poi venne associata anche alla festa dei morti celtica, in quanto, essendo la loro festa più importante, veniva associata all'altro grande segno di importanza del loro mondo che era la “morte onorevole”.

Alcuni studiosi fanno riferimento ad Halloween però riconducendola addirittura alle feste romane di Pomona, dea dei frutti e dei semi o alla festa di Parentalia, la festa dei morti.

In tempi più recenti, alto medievali, la festa di Ognissanti venne ricondotta anche essa al 1 Novembre sotto papa Gregorio IV per riallacciare la festa cristiana alle feste pagane preesistenti e riordinare la festa in un'unica data che era festeggiata (prima che fosse di precetto) in maggioranza il 13 Maggio, in particolare invece il 20 di Aprile in Irlanda e il 1 Novembre in Inghilterra e Germania.

Per tutto il periodo basso medioevale i tratti della morte, del passaggio furono predominanti in tutto Europa, nella quale attraverso i commerci si spostavano anche le credenze popolari le cui somiglianze si mostrano a noi nei caratteri simili delle cattedrali gotiche del tempo presenti in quasi tutti i paesi del vecchio continente, che mostrano nelle loro architetture, figure di mostri mezzi animali e mezzi demoni, mezzi umani e mezzi mostri, che accostano figure sacre anche di santi ad altre profane derivanti dalle culture pagane popolari.

Attraverso il riferimento scritto della festa celtica precorritrice di Halloween documentata dal calendario scritto in lingua gaelica ritrovato a Coligny, in sostanza possiamo dire che la festa dei morti è di origine celtica e gaelica e proviene dalla Francia, mentre la festa di Ognissanti viene da Roma, che altro non fece che unificare tante feste di cultura popolare legate al culto dei morti.

Per quanto riguarda invece la tradizione di intagliare le zucche, producendo il volto del malefico Jack-o'-Lantern, è un'usanza che parte dall'Irlanda (Paese di cultura celtica) e segue la leggenda del fabbro avido e furbo che ingannò e venne a patti col diavolo. Giunta in America grazie ai migranti irlandesi nel nuovo mondo, questa tradizione cambiò ortaggio. Infatti inizialmente quella che si scolpiva era la rapa, ma a causa di una carestia e grazie al fatto che in America era più facile trovare le zucche, si inizio a scolpire la zucca, e il volto di Jack-o'-Lantern divenne quella che tutti oggi conosciamo.

Ma se queste vicende risalgono a un passato relativamente recente, in Italia troviamo ancora feste tradizionali a metà tra il pagano e il sacro che risalgono a periodi di molto antecedenti.

Una delle feste più somiglianti a quella di Halloween è quella di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni della Sardegna più settentrionale, dovela notte del 30 novembre, gli adulti girano le vie del paese battendo fra loro graticole, coltelli e scuri per intimorire ragazzi e bambini che a loro volta girovagano con delle minacciose zucche intagliate a forma di teschio. I giovani è tradizione che bussino nelle case, annunciandosi scuotendo coperchi e mestoli e recitando la minacciosa filastrocca in sardoSant'Andria muzza li mani!!.. (Sant'Andrea mozza le mani), ricevendo in cambio dell'esibizione: dolci, frutta e soldi.

L'uso delle zucche è sempre stato di tradizione anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo che si faceva però più nel nel periodo estivo e consisteva nell'intagliare una zucca con le aperture a forma di occhi, naso e bocca, abbellendola anche con abiti stracciati in modo da assumere le sembianze di un mostro e facendo provocare un gran spavento in chi se lo vedeva dinanzi all'improvviso.

Ma l'arte di intagliare le zucche era presente prima dell'avvento dall'America anche nelle zone dell'alto Lazio, in Lombardia, in Liguria nella zona delle Cinque Terre, così come in Emilia e nella Pianura Padana in generale, ma anche in Friuli, dove era usanza d'intagliare le zucche e ed era credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe e muoversi in processione. In Friuli era diffusa anche un'altra tradizione simile a quelle di Halloween ed è quella del "dolcetto o scherzetto" che però si praticava nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che hanno pure origine come riti di passaggio d'anno, similmente ad Halloween. Anche in queste occasioni era compito dei bambini travestiti da piccoli mostri girare bussando casa per casa a pronunciare la famosa frase.

Tornando al Sud Italia, troviamo in Calabria, a Serra San Bruno, dove la tradizione di percorrere le strade del paese con in mano una zucca intagliata a mo' di teschio si chiama “Coccalu du Muorto” e la richiesta dei bimbi fatta ai passanti o bussando alle case suona al tono di "Mi lu pagati lu coccalu?" ("Me lo pagate il teschio?").

Dall'altra parte dello Ionio, in Puglia, precisamente a Orsara di Puglia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" che significa fuoco fianco a fianco. In paese, davanti a ogni casa si accende un fuoco di rami secchi che dovrebbero illuminare la strada di casa alle anime del purgatorio che si crede in questa notte tornino a trovare i viventi. Da questi falò si crea poi una brace per cucinare della carne che si consuma tutti insieme per le strade.

Sempre legate al rapporto con le anime che sono nell'aldilà è anche la festa, ancora una volta in Sardegna, ma più a Sud questa volta, che cambia nome a seconda della zona dell'isola, conosciuta come Is Animeddas o Is Panixeddas nella subregione sud-orientale di Sarrabus-Gerrei, mentre in Ogliastra viene chiamata Su Prugadoriu e nella zona di Nuoro Su mortu mortu, infine Sas Animas o Su Peti Cocone a Orosei. Questa tradizione è antichissima e anche questa prevede che siano sempre i bambini a recarsi di casa in casa a chiedere doni per le anime dei morti.

In tutta questa commistione di storie, che partendo dal pagano e dal celtico, passano per l'Italia, Roma e la sacralità, giunge nel nuovo mondo grazie ai nuovi coloni del nord Europa e poi ritorna da noi nello stile che è proprio del dna di questa festa e della sua storia: il folklore.