(foto dal sito traboccocungarelle.it ristorante citato nell'articolo)

 

Arrosticini di pecora, zafferano, spaghetti alla chitarra, Montepulciano... Ah il buon vino e il buon cibo delle terre d'Abruzzo.

«Quella catena di promontori e di golfi lunati dava l'immagine d'un proseguimento di offerte, poiché ciascun seno recava un tesoro cereale. Le ginestre spandevano per tutta la costa un manto aureo. Da ogni cespo saliva una nube densa di effluvio, come da un turibolo. L'aria respirata deliziava come un sorso d'elisir» cosi Gabriele d'Annunzio raccontava il litorale Abruzzese. Acque limpide dell'Adriatico, scogliere bianche, ma soprattutto la costa dei Trabocchi, vicino a Chieti.

I trabocchi una volta erano delle macchine da pesca su palafitta, famosi per la bellezza naturalistica rimasti intatti per le caratteristiche tradizionali. Oggi alcuni di queste macchine da pesca sono diventate ristoranti, nella zona fra Vasto e San Vito Chietino, dove poter cenare sotto le stelle, circondati dal mare, assaporando i piatti di pesce tradizionali.

Se oltre al pesce appena pescato e il vino vastese volete essere intrattenuti con racconti, aneddoti e poesie del simpatico proprietario, il Trabocco che fa per voi è “Eredi di Trimalcione”, sul molo Mandracchio del porto di Vasto.

Sempre sul litorale di Vasto, in uno degli scorci più suggestivi c'è il trabocco Cungarelle. Ristrutturato mantenendo tutte le caratteristiche tipiche di una volta, è stato trasformato in Ristotrabocco da poco tempo e ha già un riconoscimento sulla guida di Gambero Rosso, grazie al famoso brodetto di mare, ai tortini di pesce e al pesce arrosto.

Esiste dal 1923, poi crollato e ricostruito, il trabocco Pesce Palombo prende il suo nome da una antica storia secondo la quale in quel mare si pescassero molti palanzi. Cucina tipica e la vista strepitosa vi lasceranno senza fiato. Il trabocco si trova a Fuggitelle.

Bello di giorno e incantevole la notte, il trabocco punta Rocciosa è una struttura di legno centenaria sospesa sul mare. Brezza marina e cozze allo zafferano sono i segreti del suo successo, oltre a degustazioni e serate a tema.

Il Tracco Valle Grotte, vicino a San Vito Chietino, è nato dal sogno di Peppe, il proprietario, che voleva ridare vita alle tecniche di pesca di “una volta”. Così con l'aiuto della sua famiglia si è dedicato alla ristrutturazione di questa macchina da pesca, oggi diventa un meraviglioso Ristotrabocco, dove Peppe cucina i piatti prelibati della pesca abruzzese.

Cucina familiare, prodotti genuini e freschissimi anche per il Trabocco Sasso della Cajana, a Rocca San Giovanni. Il noma viene da uno scoglio poco distante che emerge dalle onde accogliendo i gabbiani in cerca di ristoro. La struttura è anche a disposizione di chi voglia visitarla e rivivere le tecniche di pesca, passeggiare attraverso la passerella lunga più di 80 metri che collega la spiaggia al ristorante.

Il Trabocco Punta Cavalluccio ha una lunga storia di famiglia. Masino Verì ci ha lavorato e pescato per anni, poi lo ha ceduto al figlio. Dal 2004 Orlandino Verì e sua moglie lo hanno convertito in Ristotrabocco per cene e degustazioni. Orlandino continua a pescare, mentre sua moglie e i figli si occupano della cucina. Il trabocco a Cavalluccio è l'unico aperto fino ad ottobre grazie a un sistema di camini artificiali.

Già perché se volete cenare in una di queste palafitte sul mare dovete sbrigarvi, perché è possibile solo da giugno a settembre.

Tiella di alici, crostini con cacio cavallo e acciughe, il brodetto di pesce, l'insalata di frutti di mare, la torta di scampi, sono tutti ottimi piatti della cucina di mare abruzzese serviti sui Ristotrabocchi. Ma le vere protagoniste sono le cozze allo zafferano. Be che fate? Saltate sul primo treno e correte ad assaggiarle. Se non potete potrei darvi io la ricetta!

Per quattro persone servono: 1,5 k di cozze, 1 cipolla, 1 foglia di alloro, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 bustina di zafferano, 1 bicchiere di vino bianco secco, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva.

Dopo aver pulito per bene le cozze, le mettiamo in una pentola insieme agli odori, copriamo per fare in modo che si aprano.

Ora asportiamo i gusci senza il mollusco e disponiamo gli altri in un piatto da portata. Passiamo in un colino l'acqua di cottura delle cozze, portiamola a bollore e emulsioniamolo con l'olio.

Adesso aggiungiamo lo zafferano e mescoliamo per bene. Versiamo la salsina sulle cozze e oplà, il gioco è fatto.